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After several exhibitions in Italy and many reading events over the last few years, Rachel Slade offers her intense artistic talent in a limited-edition plaquette of poems and drawings (in English and Italian) entitled Apocryphal House / La casa apocrifa. A veritable collection of art and poetry which proposes an oneiric and metaphysical journey into a complex tapestry of allusions and intimate images. A poetry similar to her pictorial production which stems from a form of reality that twists and becomes entangled in a contemporary human structure, without burdening itself with either an easy aestheticism or conceptualism. An incredibly strong and colorful poetry that finds its specific counterweight in the selection of drawings and their unique essence.

 

ALCUNI TESTI – SOME POEMS

1.

mine is the language of standing still
a snail dreaming on a pillow of eggs
small numbers, a column of fixed resin
this is the territory of shaken stars
mine is the language of matrimony, the firm agreement
of four feet in river water, my name a stone thrown at the sky
my hesitation is the outcry of wooden horses
my death is a horse laying down in the water
its ribs the archway of earth’s desire
instinct and calculation made plastic and real.
an endless land of white stone. immense and strategic.
I am an island of snow and things fallen asleep in the snow.
I am a land without sorrow.

il mio è il linguaggio dello stare fermi / una chioccola che dorme su un cuscino di uova / numeri piccoli, una colonna di resina fissa / questo è il territorio delle stelle vacillanti / il mio è il linguaggio del matrimonio, il saldo accordato / di quattro piedi in acqua di fiume, / il mio nome è una pietra gettata nel cielo / la mia esitazione la protesta di cavalli di legno / la mia morte è un cavallo sdraiato nell’acqua / le cui costole sono l’arcata del desiderio della terra / dell’istinto e della macchinazione fatte plastica eppure reali. / una terra infinita di pietra bianca. immensa e strategica. / Io sono un’isola di neve e di cose addormentate nella neve / Io sono una terra senza dolore.

2.

The measures of the hand create the whole body
the grasses and membranes soaking in the sun or
bits of fur abandoned in ditch water
these animal stalkings part trees in the distance
and if love waits for you there
the two black leaves on the thin tree will wave
the girl was a thin memory, waving

dry roads led me to her and her to me
she was the envelope of a dust cloud
rising on the roadside at noon
we were boys and girls together
on the man’s road. among the man’s herds.

I was an iris and a hymn
I was a white crane in the burnt field
I was the empty gutted houses leaning over the water
and the land was a strong mouth, a strong hand.

Le misure della mano creano un corpo completo / erbe e membrane assorbono il sole / o pezzi di pelliccia abbandonati nel fosso d’acqua / questo perseguire animalesco separa gli alberi in lontananza / e se amore ti aspetta lì / due foglie nere sull’albero sottile sventoleranno / la ragazza era un ricordo sottile, sventolando // aride strade mi hanno portato da lei e lei da me / lei era la busta di una nube di polvere / che sbocciava sul ciglio della strada a mezzogiorno / siamo stati ragazzi e ragazze insieme / sulla strada dell’uomo. tra il bestiame dell’uomo. // ero un iris e un inno / ero una gru bianca nel campo bruciato / ero le case vuote e sventrate che si appoggiavano all’acqua / e la terra era una bocca forte, una mano forte.

3.

I am what the land brought forth in me
a waxen tongue, a solid longing
a land scraped clean by the river
animal sign left in rust colored silt

I am what the houses left behind
the smell of wet burnt timber
a folded hand, eyeglasses, blue bottles
countless dogs

I am what the light of day couldn’t find there
a stethoscope, the pruned orchard
the last laugh

you must create then destroy the image
bending over a hand-built fire
among countless drowsing dogs
cold fur, hot hearts

I was what the land couldn’t find in me
a water heavy book
a plastic number
the genetic code for blue sky

Io sono ciò che la terra ha prodotto in me / una lingua di cera, un solido desiderio / una terra ripulita dal fiume / un segno animale lasciato in fango color ruggine // Io sono ciò che le case si sono lasciate alle spalle / l’odore di legname bruciato e bagnato / una mano piegata, occhiali, bottiglie blu / innumerevoli cani // Io sono ciò che la luce del giorno non poteva trovare / uno stetoscopio, il frutteto potato / l’ultima risata // devi creare e poi distruggere l’immagine / tenendo vivo il fuoco costruito a mano / tra innumerevoli cani addormentati / pelo freddo, cuori caldi // Io sono ciò che la terra non ha potuto trovare in me / un libro impregnato d’acqua / un numero di plastica / il codice genetico di un cielo azzurro.

 

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